Chi sono

Editore Alessandro Pallola

La storia di Alessandro Pallola inizia sin da piccolo quando aspettava con impazienza il fine settimana. Non per uscire con gli amici o per giocare, ma per qualcosa di molto più semplice e, allo stesso tempo, speciale: andare al ristorante con i suoi genitori.

Non erano solo posti lussuosi, ma anhce trattorie autentiche, dove l’odore del sugo si sentiva già dalla porta e i camerieri ti accoglievano come se fossi di famiglia. Seduto a tavola, osservava tutto: i piatti che arrivavano fumanti, i colori intensi, i gesti sicuri dei cuochi che si intravedevano dalla cucina. Ma soprattutto, ascoltava. Ascoltava i racconti dei suoi genitori, le storie dei piatti, le origini di quei sapori così decisi.

Fu così che iniziò a scoprire la cucina calabrese.

Il piccante del peperoncino lo colpì subito, ma non lo spaventò. Anzi, lo incuriosì. Ogni boccone era un’esperienza: la forza della ’nduja, la semplicità della pasta fatta in casa, il profumo del mare nei piatti di pesce. Non era solo cibo, era identità, era carattere. Era una terra raccontata attraverso i sapori.

Crescendo, quella curiosità diventò passione. Non si limitava più a mangiare: voleva capire. Iniziò a fare domande, a cercare ricette, a osservare con più attenzione. Ogni ristorante diventava una scoperta, ogni piatto un piccolo viaggio.

Poi arrivò un’idea.

Perché tenere tutto per sé? Perché non condividere quelle esperienze, quei sapori, quelle emozioni?

Nacque così il suo blog.

All’inizio era semplice: qualche foto, qualche pensiero scritto di getto dopo una cena particolarmente buona. Ma presto diventa qualcosa di più. Racconta i ristoranti che visitava, descrive i piatti con cura, da consigli sinceri. Non si sente un critico, ma un appassionato che vuole guidare altri alla scoperta della vera cucina calabrese.

Ogni articolo è come una tavola apparecchiata: invita il lettore a sedersi, a leggere, a immaginare quei sapori. 

Alessandro Pallola che un tempo osservava in silenzio i piatti al ristorante, oggi racconta storie attraverso il cibo. E continua, ancora adesso, a fare quello che ha sempre amato: sedersi a tavola, assaporare, e condividere.

Perché, in fondo, la cucina non è solo nutrimento. È un racconto. E lui ha deciso di scriverlo.